une italienne et sa valise

koh phan gan (2004)

12:17, 6/06/2007 .. Publié dans asie .. 0 commentaires .. Lien
(la traduction en français va venir)


il porto di Koh Phan Gan

ecco quello che scrivevo sul mio blog il 16 agosto del 2004 sul nostro arrivo nell'isola di Koh Phan Gan:

 

qui

koh phangan

 

vi scrivo da un computerconvistamare, a piedi scalzi e con il primo accenno di abbronzatura che e riuscita ad attaccare, nonostante le nuvole.

siamo arrivati a koh phangan ieri sera con il traghetto e senza lo zaino di doo disperso fra l aereoporto di chiang mai e quello di surat thani e in balia di un addettoaibagaglichenoncapivauncazzo.

al porto ci e venuto a prendere un magnifico pickup nero lucido e nuovo fiammante per portarci attraverso una strada lunga e tortuosa al nostro resort sulla spiaggia. ho guardato il cielo nero come mai prima e pieno zeppo di stelle per tutto il tragitto.

qui e tutto fantastico come in una cartolina.

se non fosse che il bungalow che io e biz ci siamo guadagnati perdendo a tresette sul traghetto, non solo non e proprio sulla spiaggia ma puzza di fogna in una maniera invereconda. sara stato per questo che da stanotte alle due fino a stamattina alle otto, quando doo e venuto a chiamarlo per chiedergli di accompagnarlo a recuperare lo zaino, beez non ha smesso di vomitare?

e per fortuna che ieri sera come al solito dopo cena ci siamo addormentati, che se fossimo riusciti davvero ad andare al blackmoomparty non so come sarebbe andata....

inoltre stamattina al mio risveglio un ulteriore sorpresa: il mare praticamente non c era piu, risucchiato dalla bassa marea.

comunque l isola riserva ancora infinite sorprese. e LA VACANZA, quella delle giornate al mare, sdraiati sulla sabbia bianca, sotto ad una palma, o sull amaca, con cocktail e coconutmilkkshake sta per cominciare. ci tufferemo nel casino festaiolo. credo sia proprio arrivato il momento.

 

 

caffè e pancake al cioccolato e sullo sfondo la spiaggia del resort.

 

la spiaggia del resort (al mattino)

altro ambiente, altra spiaggia, altre parole.
era il 20 agosto.


sono ancora qui
in koh phan gan

 

piove. piove. piove.
poca meraviglia, lo sapevamo che questa qui e la stagione delle pioggie.
il relax assume una nuova dimensione.
niente sole. c e il biliardo, la gente da conoscere, il coconutmilkshake, le carte, friends e i vari film in inglese che mi sto sciroppando (ieri abbiamo visto farenheit 911, potete immaginare quanto ci ho capito, ma intanto ci ho provato..)

oggi beez e marcuza se ne sono andati.
e scesa la tristezza ma la vacanza continua.
ci siamo spostati a haadtrin, la spiaggia dove viene fatto il fullmoonparty (che capita giusto giusto il 30, quando noi saremo sull aereo!), dove e pieno di giovani e sulla spiaggia la sera c e sempre qualche festaio non so per quale motivo sono riuscita ad uscire per la prima volta ieri sera. il mio orologio biologico e spostato in maniera del tutto innaturale per me: la mattina mi alzo senza sveglia alle 7.30. so devo lavorarci sopra per riuscire a fare nottata. che poi qui e un esigenza, visto che non c e molto altro da fare.

che non si preoccupi la miatati, che nonostante mi si sia aperta la varecchina nello zaino fottendomi quasi tutti i vestiti e qualche regalo i suoi sono stati graziati. non ho ancora comprato tutto quello che dovevo ma tornero a bangkok un giorno prima apposta per fare lo shopping mancante.

ora vado, che ho lasciato doo qui fuori a giocare a biliardo col tipo che mi piace, magari sara il caso che io vada a coltivare le mie public relashionships.



spettacolo infuocato sulla spiaggia di haad trin


limbo di fuoco al cactus, uno dei locali della spiaggia

il 29 agosto, sempre dal blog:

leaving thailand

 

sto sfruttando gli ultimi minuti a bangkok per scrivere un ultima volta.
e stato strano tornare qui. dopo un mese.
la diffidenza e lo stupore della prima volta e stato sostituito ad uno strano senso di familiarita e di sicurezza.

sono stanca. stanchissima.
abbiamo passato la notte scorsa in pullman e anche se era vip class si stava scomodi a bestia. non ho chiuso occhio, perdendo tempo a rigirarmi sulla poltrona alla ricerca di una posizione. siamo arrivati alle 7.20 del mattino e non ci siamo fermati un minuto perche visti i precedenti c era il rischio che ci addormentassimo e non ci svegliassimo in tempo. tutto il giorno frastornati a contrattare ovunque per i nostri ultimi regali. pare che tutto sia riuscito ad entrare nello zaino. (mi sono liberata delle zavorre, tipo le ciabattine di plastica che avevano fatto il loro tempo ecc.)

perche alla malinconia non ci voglio pensare.

ieri abbiamo lasciato l isola con le lacrime agli occhi, ci siamo rinfilati a malumore le scarpe (dopo 10 giorni a piedi scalzi ovunque), abbiamo caricato un altra volta gli zaini e ci siamo lasciati travolgere dal panorama sussultorio del pickup, dal tramonto struggente eil cielo multicolore che abbiamo visto dalla nave, (nonostante lo smog...).

la vacanza sta davvero finendo. torno a casa. al mio lettone. alla mia bella vasca da bagno con l acqua calda. alla mia mozzarelladibufala, il pane fresco, la rughetta e gli affettati, il caffe e il cornetto. ai miei amici. alla mia shitmobile. alla mia acqua del rubinetto potabile.

con davvero tanto nel cuore.

grazie thailandia.

e a tutti quelli che c erano.

 



il meraviglioso tramonto del nostro addio all'isola







retour en thailande (souvenirs de 2004) - ritorno in thailandia (ricordi del 2004)

04:04, 5/06/2007 .. Publié dans asie .. 0 commentaires .. Lien

6 aout

nous sommes retournés en Thailande. pratiquement nous avons passé la journée sur le bus et j'ai même dormi beaucoup mais j'ai encore sommeil.

nous somme repassés par bangkok pour prendre le bus pour nakohn pathom, pour voire le chedi phra pathom, la pagode buddhiste plus grande du monde, mais ce que nous avons pu voir a été bien peu, car il y avait une fête buddhiste et le temple etait reservéà la foule des moins arrivée de partout pour l'evenement.

alors nous avons decidé de pas perdre de temps et de prendre toutsuite un autre car pour Damnoen Saduak, siege du caracteristique floating market (marché flottant), de façon à trouver un petit hotel et pouvoir arriver au marché avant qui se remplisse des gents des cars qui arrivent directement de bangkok.

 

6 agosto

 

Siamo tornati in Thailandia. Praticamente abbiamo passato il giorno sul bus e io ho pure dormito un sacco ma ho ancora sonno.

(Siamo ripassati da Bangkok per prendere un bus per Nakhon Pathom, per vedere Chedi Phra Pathom, la pagoda buddhista più alta del mondo, ma quello che abbiamo potuto vedere è stato ben poco visto che c'era una festa buddhista e il tempio era riservato alla folla di monaci accorsi da ogni dove per l'evento.

Allora abbiamo deciso di non perdere tempo e di prendere subito un altro bus per Damnoen Saduak, sede del caratteristico floating market (mercato galleggiante), in modo da trovare sul posto un alberghetto e poter arrivare al mercato prima delle folle di turisti che arrivano da Bangkok con i pullmann.

 

 

floating market

Malgré la desolation de l'endroit - le village est construit autout d'une seule route plus au moin betonnée - nous sommes finis à Nok Noi (petit oiseau), à l'athmosphere digne de Shining.

Nonostante la desolazione del luogo - il paese era formato da una sola strada più o meno asfaltata - siamo finiti al Nok Noi (piccolo uccello), dall'atmosfera degna di Shining.

 

ma chambre d'hotel a Damnoen saduak

la mia camera d'albergo a Damnoen Saduak


un couloir de l'hotel

un corridoio dell'hotel

(dès mon blog, dimanche 8 aout 2004):

pour marcuza
içi kanchanaburi

 

le program pour demain est de partir d'içi vers midi, passer par bangkok et nous diriger à ayutthaia, ou comment ça s'ecrive. nous ne connaisson pas encore les horaires des car, mais nous te ferons parts des infos exactes dès qu'on les auras.

 

içi nous sommes bien tombés. nous avons une chambre dans un hotel flottant sur le fleuve kwai, entre ninphées et poissons tropipquaux. mais la chambre c'etait pour deux et le troixieme lit et sorti par miracle en enlevant le matelas d'un des lit et en le jettant par terre. je te dit même pas qui aie dormi dans ce attrayant grabat. do et beez ont tomber les bras devans mon attrait pour les french fries et hier soir nous nous sommes petés le bide aves trois assiettes en aperitif avec, normale, des chang beer. puis nous sommes rentrés à l'hotel prendre une douche et nous sommes reveillés ce matin à 6h.

aujourd'hui, puis, waterfalls à erewon, dans le parc nationale. à l'allée nous avons pris le car qui n'arrivai jamasi et pour l'attendre nous nous sommes bronzés. la balade a été assez eprouvante, mais rien par rapport à angkor. nous avons rejoint le septieme niveau, mais les deux types ont decidé de se baigner dans le bassin ou il y avait un tobbogan naturel pour entrer dans l'eau. nous avons connus trois types d'un enorme group des dechirés qui provenaient de kanchanaburi sur un très coulorés car avec la musique à tue-tête. ils etaeint tellement defoncés qui cherchaient à nous parler en thai. encroyablement nous sommes arrivés à nous dire qualque chose. trop marrant.

pour sortir du parc nous avons failli nous perdre. nous avons retrouvé la route mais nous avons perdu le dernier car pour le retour. où au moin c'est ça qui nous a dit une garde à la sortie. unique solution le taxi. 600 baht. nous nous sommes eloignés surpris mais pas vencus. et à la fin nous avons trouvé un jeun couple qui nous à donné un passage gratuitement jusqu'à notre guest house. allucinant! et ils n'ont même pas voulu s'arreter qu'on leur aurai payé un coup à boir. je me suis senti une horrible profiteuse.

that s all.

dans le prochain episode un synteique bilan du voyage à dix jours de l'arrivée.

bisous à toutlemonde.


 

(dal blog, domenica 8 agosto 2004:)

x marcuza
qui kanchanaburi

 

il programma per domani e di partire da qui a ora di pranzo, passare per bangkok e dirigerci ad ayutthaia o come si scrive. non sappaimo ancora gli orari dei pullman ma ti faremo sapere i dati precisi appena li scopriamo.

qui a noi invece e andata di lusso. abbiamo una camera su uno zatterone galleggiante sul fiume kwai, in mezzo alle ninfee e ai pesci tropicali. pero la stanza era da due e il terzo letto e spuntato fuori miracolosamente togliendo il materasso ad uno dei due e buttandolo per terra. non ti sto neanche a dire chi sia finito in quell ambito giaciglio. do e beez hanno ceduto al mio richiamo per le french fries e ieri sera ci siamo sfondati tre piatti come aperitivo condito da chang beer, ovviamente. poi siamo andati in albergo per fare una doccia, ma siamo crollati e ci siamo risvegliati stamattina alle 6.

oggi poi waterfalls di erewon, nel parco nazionale. all andata abbiamo preso il bus che non arrivava mai e per aspettarlo ci siamo abbronzati. la scarpinata e stata abbastanza massacrante, ma nulla in confronto ad angkor. abbiamo raggiunto il settimo livello, ma i due tizi hanno deciso di fare il bagno nella pozza dove c era uno scivolo naturale per entrare in acqua. che era ;a qiarta. abbiamo conosciuto tre tipi di un enorme gruppo di sfattoni che provenivano da kanchianaburi con un pullmann coloratissimo e con la musica a palla. erano totalmente distrutti e inisstevano per parlare in thai con noi. incredibile che alla fine siamo riusciti pure a dirci qualche cosa. un taglio.

per uscire dal parco ci stavamo perdendo. abbiamo ritrovato la stradama perso l ultimo autobus per il ritorno. o almeno cosi ci ha detto una delle guardie all uscita. unica soluzione proposta il taxi. 600 baht. ci siamo allontanati interdetti ma per nulla arresi. e alla fine abbiamo trovato una giovane coppia che ci ha dato gratis un passaggio fino alla nostra guest house. allucinante. e non si sono neanche voluti fermare per bere qualcosa insieme. io mi sono sentita proprio una merda di approfittatrice.

that s all.

nella prossima puntata il mio sintetico bilancio della vacanza a 10 giorni dalla partenza.

baci a tutti.

 

panorama dall'albergo galleggiante di Kanchanaburi

 

una delle cascate nel parco di Erewon

 




passage en cambodge (souvenir de 2004) - passaggio in cambogia (ricordi del 2004)

04:02, 5/06/2007 .. Publié dans asie .. 0 commentaires .. Lien

3 aout

Nous sommes en Cambodge. après un voyage qui a été une aventure à la limite du dramatique nous nous somme gagné la fuite et la liberté. et avec un peu de fatigue en plus et deux amis danois nous avons conqueri une mega chambre tous ensemle, avec trois lit geants que nous avons unis et une toilette geante, avec une douche pour trois, la tv, les bouteilles d'eau gratuites, les serviettes de bain etles claquettes pour la douche.

4 aout

nous sommes au sommet de Angkor Wat. j'ai gagné la fatigue et ma peur du vide et j'ai escaladé. pour le moment il n y a rien de different par rapport aux autres temples, mais je ne me suis pas encore penchée voir le paysage, que doit être bouleversant.

il y a un agreable vent qui  rends supportable le solei.

una gamine s'est arretée à côtè de moi et le regarde ecrire. elle n'as encore rien dit. qu'est que elle pense? qu'est que elle veux? un peu m'inquiete. elle a gaché mon moment.

(voilà comme je raconte, toujours le même jour, sur le blog l'incroyable aventure du voyage pour arriver en cambodge)

notre incroyable aventure

je cherche les meilleurs paroles et la force pour vous decrire au mieux notre arrivé en cambodhe. (mamma ne te fait pas de soucis!!!) après la fatigues des escalades d'aujourd'hui sur les differents temples de angkorwat.

les guides nous avaient avertis mais nous avons decidé d'arriver en cambodge en car. nous avons reservé dans la guesthouse de bangkok la combinaison de deus differents cat avec air condittionnée pour 600 baht (12 euros). dues differents parce que par la frontiere aucun moyen de transport peux passer. rendez vous a 6h30 en bas de l'hotel.

hereusement notre chauffeur etait en ritard, comme ça nous avons pu prendre le petit dej. croissants beurre et confiture et cafè. avec la nausée du reveil aprè une nuite de sommeil difficile.

nous montons sur le car et jusqu'à la frontière tout se passe bien. les guides nous aviez avertis que le chauffeuraurai fait des sostes pour la pipi et les sigarettes en certains endroits, mais soulignaient aussi comme cet choix n'etait pas casuel, parce que les chaufeurs prennenet des pourcentages sur les ventes des clients qui ammenent.

mais avec le chauffeur thai pas de problems.

les problems sont commencés au point de frontiere. la lonelyplanet avertissais clairement que le nouveau team nous aurai offert de nous faire le visa pour la cambodge en nous demandant 1300 baht ou 30 dollars au lieu des 100 baht et des 20 dollars demandé par le bureau de l'immigration.

et c'est exactement ce qui s'est passé! nous avons essayé dire aux mecs que nous connaissions le reel prix des visa et ceux ci nous ont repondu que ce prix etaient pour le visa faits en avance, que nous aurons du faire trois jour avant. nous nous sommes consultés, mais la peur de rester las, à la frontiere, à pied, ça nous a convençus à debourser l'argent. aux quel on a du ajouter 200 baht pour les photos du visa, que personne nous a jamais pris.

puis il nous ont invité à manger quelque chose, mais nous nous sommes refusés. cela ça ça a été la chose plus sage que nous pouvion faire. mais déjà à ce moment la nous n'etions pas les seules à creer quelques problems.

la frontiere c'est un vrai far west, gaspillant d'enfants et des mendiants pieds nus dans la terre vive, que s'approchent en grappe pour quelques sous. c'est plein de charriots en bois avec toutes sortes de marchandises qui sont trainées par les gents de las bas, habillée toujours en milles couleurs.

nous avons passée la frontiere avec notre visa bien collé sur le passeport et nous avons étés deposés avec une espece de tuktuk indescrivible, dans un locale, heuresement sont arrivés aussi tous les autres qui etaient sur le car dès bangkok avec nous.
mais nous sommes restés las pour un temps incalculable, pendant que les mecs tournaient, parlaient au telephone. la pacience diminuais.

finalement nous sommes partis. sur un car d'après guerre, avec deux nouveaux thypes. un nous servais avec le souris sur les levres son arnaque. pendant le trajet nous donnais des infos sur la cambodge, sur les endroits ou on serais passés, etc. en nous donnant des avertisement sur la corruption de la plice cambodgeenne et nous montrant clairement  sa mefiance.

de la thailande pour la cambodge il ya une unique route, mais la definr comme telle est operation très ardite. certains morceaus sont bien betonnes, mais pour la pluspart c'est une piste ou quand même il y a pleine des trous. sur les cotés de la route defile la terre cambodgeenne. humide et d'un vert claire. et pullulant des très connues mines.

naturellement sur les bords de la route il y en a pas, et vous pouvez voir des maisons et de vrais villages. depuis notre bus nous avons pu entrer dans la pauvrete cambodgeenne. moi j'ai étée frappée au coeur. il semblaie d'être dans un documentaire.

toutes ces cabanes sur piltotis, avec le toit en chauves et plein d'enfants, tous très beauc, à moitié nus que nous salutent de loin. les adults plongés pour toute la journée dans les risiseres jusqu'aux epaules pour travailler, ou trainés par des tres maigres animaux ou les habituelles charriots. et puis le gents sur la route. enormement des scooters, avec des intieres familles à bord.

le premier arret est dans un improbable restaurat au bord de la route, ou probablement il y a eu que de touristes des car, vue la pauvreté des environs. personne ose manger, vu les sauts qui fait le bus, même s'il ne roule pas vite. et le thype du car commence à nous informer que quand nous arriverons a siam reap nous montera une guest house, dans le cas nous ne savions pas ou aller.

nous nous etions preparés à cette evenience, nous avons crée un rendezvous avec des autres amis que peut être nous avaient reservé un hotel pour être tous ensemble. le thype il a commence à transpirer. il nous dis que si nous voulons il peux nous amener au rendezvous, recuperer nos amis et aller tous ensemble à sa guest house. m, notre mediateur, insiste. puis on reparts et la discussione reste en attente.

nous nous arreton encore une fois. dans un petit bar le leong de la route, plein, blandé des gamins que nous courent encontre pelins des marchandises. moi, le coeur brisé par leurs souris et leur parfait anglais, je ne sais pas quoi dire. une gamine me donne un bracelet. j'ai le coeur qui me serre toujours plus. je sais qu'elle voudrais de l'argent, ma je ne le trouve pas etique. donc j'essaie de lui rendre le cadeaux. elle insiste. elle dit que me le donne parce que je puisse me rappeler d'elle. je cherche mentalement quelque chose dans mon sac à lui donner, mais j'ai aucune idées. avent de partir nous reussions lui passer un bonbon par les vitres.

mais le mieux se passe quand nous arrivons, finalement, desormais au coucher de solei (mais ça aussi c'etait prevu, vu que plu tard on serai arrivé plus difficile ça aurai été pour nous de trouver un autre logement en autonomie...) le bus il nous fait d'abourd faire un tour touristique des luxeuex hotels qui surgissent à siam reap. nous tournos en rond, presque pour nous faire perdre les repairs. puis nous prenons une route qui se l'eloigne du centre. beez et doo, à voix haute, demandent au type si nous pouvons descendre avant, mais le type continue à repondre qu'il ne comprende pas et puorsuit avec ses tchatches. puis un portail. nous y entrons.

le car s'arrete. moi je ne comprends pas totalement. dès que les portes s'ouvrent do, beez et marcuza prennenet les sacs à dos et descendent. moi je prends le mien et je m'occupe uniquement de fuire. des autres types nous suivent en nous demandant si nous avons besoin des tutuk etc. mais nous filons tout droit et nous nous retrouvons avec un couple des danois derrier, qui ont profités de notre emeute pour nous suivre et retrouver la liberté.

maintenant c'est tout ok, mamma, ne te fait pas de soucis.

et je vous embrasse, fatiguée. demain encore un autre tour des temples, que pour combien on n'as vus ils ont presque perdus leur magie, et si les autres rentrent de leur tour avec biere peut être que nous reussirons aussi à decider quoi faire dans les prochians jours.

3 agosto











Siamo in Cambogia.
Dopo un viaggio che è stato un'avventura a tratti ai limiti del drammatico ci siamo guadagnati la fuga e la libertà. E con un po' di fatica in più e due amici danesi abbiamo conquistato una mega stanza tutt'insieme, con tre letti giganti che abbiamo unito e un bagno altrettanto gigante, con una doccia per tre, la tv, l'acqua gratis, i teli e le ciabattine per la doccia.

4 agosto

Siamo in cima ad Angkor Wat. Ho vinto la fatica e la mia paura dell'altezza e mi sono fatta la scalata. Per ora non ha nulla di diverso da tanti altri templi, ma non mi sono ancora affacciata a vedere il panorama, che deve essere sconvolgente.
C'è un piacevole venticello che mitiga il sole a picco.
Una bimba si è fermata accanto a me e mi osserva scrivere. Non ha ancora detto nulla. Chissà cosa pensa o vuole. Un po' mi inquieta. Ha rotto il mio momento.















(ecco come racconto, sempre lo stesso giorno, invece sul blog l'incredibile avventura del viaggio per arrivare il cambogia)

la nostra incredibile avventura

cerco le parole migliori e la forza per descrivervi al meglio il nostro arrivo in cambogia (mamma non ti preoccupare!!!) dopo la stanchezza delle arrampicate di oggi sui vari templi di angkorwat.

le guide ci avevano avvertito ma noi abbiamo deciso di arrivare in cambogia in pullman. abbiamo prenotato nella guesthouse di bangkok la combinazione di due diversi mezzi con aria condizionata per 600 bath (12 euri). due diversi perche attraverso il confine non possono passare mezzi. appuntamento alle 6.30 sotto all albergo.

per fortuna il nostro autista si presenta in ritardo cosi riusciamo anche a fare colazione. croissant burro e marmellata e caffe. con la nausea del risveglio dopo una notte di sonno difficile.

saliamo sul mezzo e fino al confine va tutto bene. le guide ci avevano avvertito che l autista avrebbe fatto delle soste per la pipi e le sigarette in alcuni punti, ma sottolineavano anche di come la scelta di tali luoghi non fosse casuale, poiche tali autisti ottengono una percentuale sugli incassi dei clienti che portano.

ma con l autista thai nessun problema.

i problemi sono iniziati al punto di confine. la lonelyplanet avvertiva chiaramente che il nuovo team si sarebbe offerto di farci il visto per la cambogia chiedendo 1300 bath o 30 dollari invece dei 1000 bath e dei 20 dollari che chiedono all ufficio immigrazione.

ed e esattamente quello che e successo. abbiamo provato a dire ai tizi che sapevamo del reale prezzo dei visti e questi ci hanno risposto che quei prezzi erano per i visti fatti in anticipo, che avremmo dovuto fare 3 giorni prima. abbiamo confabulato ma la paura di restare li al confine a piedi ha avuto la meglio ed abbiamo sganciato i soldi. a cui si sono aggiunti anche altri 200 bath per le foto per il visto, che non ci sono mai state scattate.

poi ci hanno sollecitato a mangiare qualche cosa, ma noi ci siamo rifiutati. questa e stata la cosa piu saggia che potevamo fare. ma gia allora eravamo gli unici a creare qualche problema.

il confine e un vero e proprio far west, affollato di bambini e altri mendicanti a piedi scalzi nella terra viva, che si avvicinano a grappoli per qualche soldo. e pieno di carretti di legno con ogni tipo di merce sopra che vengono trascinati dalla gente del luogo, sempre vestita di mille colori.

abbiamo passato il confine con il nostro bel visto incollato sul passaporto e siamo stati depositati prendendo una specie di tuktuk indescrivibile in un locale, per fortuna sono arrivati anche quasi tutti gli altri che erano sul bus di bangkok.

ma siamo stati la dentro per un tempo indecifrabile, mentre i tizi giravano, chiacchieravano al telefono. la pazienza cominciava a diminuire.

alla fine siamo partiti. su un pullmann del dopoguerra, con due nuovi tizi. uno che ci serviva con il sorriso sulle labbra la sua bella truffa. durante il tragitto dava anche informazioni sulla cambogia, sui posti in cui saremmo passati ecc. dandoci avvertimenti sulla corruzione della polizia cambogiana e mostrando chiaramente la sua diffidenza.

dalla thailandia alla cambogia esiste un unica strada, che definire tale e veramente un operazione ardita. alcuni tratti sono asfaltati per benino, ma la maggior parte e sterrata o comunque piena di buche. ai lati della strada scorre la terra cambogiana. umida e di un verde acceso. e tempestata delle ben note mine.

ovviamente ai bordi della strada non ce ne sono, ed infatti sorgono molte case e veri e propri villaggi. dal nostro bus abbiamo potuto entrare nella poverta cambogiana. ed io sono stata colpita al cuore. sembrava di essere in un documentario.

tutte queste capanne su palafitte, con il tetto di paglia e tanti bambini, tutti bellissimi, mezzi nudi che salutano da lontanto. gli adulti immersi tutto il giorno nelle immense risaie fino alle spalle per lavorare, oppure trascinanti dei magrissimi animali o i soliti carretti. e poi la gente sulla strada. tantissimi motorini, con sopra intere famiglie.

la prima sosta e in un improbabile ristorante lungo la strada, dove probabilmente son stati solamente i turisti dei bus, vista la poverta imperante. ma nessuno osa mangiare nulla, visti i frequenti salti che fa il bus, nonostante vada ad una bassissima velocita. e il tizio del bus ci inizia ad informare che quando arriveremo a siam reap ci mostrera una guest house, qualora non avessimo prenotato qualche altra parte.

noi che eravamo preparati a questa evenienza abbiamo improvvisato un appuntamento con degli altri amici che forse ci avevano prenotato gia una sistemazione per stare tutti insieme. il tizio inizia a sudare visibilmente. dice che se vuole ci accompagna all appuntamento, aspetta che parliamo con i nostri amici e poi ci porta a tutti alla albergo. m che e il nostro mediatore, insiste. poi si riparte e la discussione rimane in sospeso.

ci fermiamo un altra volta. in un baretto lungo la strada, pieno zeppo di bambini che ci corrono incontro offrendoci ogni tipo di mercanzia. io con il cuore in pezzi di fronte ai loro sorrisi e al loro perfetto inglese non so che dire. una bimba mi regala un braccialetto. io mi sento stringere sempre piu il cuore. so che vorrebbe dei soldi, ma non lo trovo etico. e tento di restituirle il regalo. lei insiste. dice che me lo regala perche io mi ricordi di lei. cerco mentalmente qualcosa nel mio zaino da darle in cambio ma non mi viene in mente nulla. prima di partire le riusciamo a passare una caramella dal finestrino.

ma il meglio succede quando arriviamo finalmente, ormai al tramonto (ma anche questo lo avevamo previsto, che piu tardi ci facevano arrivare piu improbabile sarebbe stato per noi riuscire a trovare autonomamente un altra situazione...) il bus ci fa fare prima un giro turistico dei grandi e lussuosi alberghi che siam reap sta mettendo su. giriamo in tondo, quasi a confonderci. poi imbocchiamo una strada che si allontana dal centro. beez e do, volutamente a voce alta, chiedono al tipo se possiamo essere lasciati prima, ma il tipo continua a rispondere che non capisce e continua con le sue chiacchiere. e poi un cancello. entriamo.

il bus si ferma. io non capisco piu di tanto. appena si aprono le porte do, beez e marcuza inforcano gli zaini e scendono. io prendo il mio e mi occupo solo di fuggire. e ci riusciamo. alcuni altri tizi ci seguono per un po dicendo se abbiamo bisogno di tuktuk ecc. ma noi tiriamo dritti e ci ritroviamo con una coppia di danesi dietro, che ha approfittato della nostra rivolta per unirsi e ritrovare la liberta.

e adesso e tutto ok, mamma, non ti preoccupare.

e vi bacio stanca. domani tocca un altro giro per templi, che da quanti ne ho visti quasi hanno perso la loro magia, e se gli altri ritornano dal loro giroconbirretta forse riusciamo anche a decidere che cosa fare nei prossimi giorni.




thailande (ma première fois) - thailandia (la mia prima volta)

11:27, 4/06/2007 .. Publié dans asie .. 0 commentaires .. Lien
j'ai retrouvèe ma moleskinedevoayage de la thailande et aussi les cd avec toutes le photos de mon premier voyage la bas.
et voilà donc les mots et les images de ma thailande.

"BANGKOK
un'heure pas determinèe d'un jour dont je ne me rappelle plus.

Nous sommes dans un parc.
où on ne peux pas fumer.

Le voyage est commencè.
Ca fait meme pas 24 heures qu'on est partis et il y déjà beaucoup à raconter.
(...)
L'aereoport de Dubai est un temple du luxe kitch. Blanc mais brillant. Les pendules sont des Rolex. Les hommes se promenent avec leurs tuniques blanches, avec la tete couverte par le tissu avec cette sorte de lacet que soutiens le tout. Beaucoup des femmes ont le voile, mais elles obsetent des sac ultra-fashion ou elles ont des revues patinèe de mode sur leurs jambes.

Le smoking area c'est une serre aux murs bleues, pleines de chinois et de japonais et une concentrèe de nicotine qui remplace presque integralement l'oxigene. Pendant que nous sommes las un travesti thai se joigne à nous. Un de ceux qui sont en t-shirt et jeans mais qui arrive à etre très feminin quand meme.

Le vol Dubai-Bangkok a ètè un cochemar. Je suis prèe de Doo, mais de l'autre cotè j'ai un gros anglais que, entre son coude, son costard, ses jambes il me bouffe la moitiè de mon espace vitale.
Le siege de celui qui est devant moi il descende presque en orizontale, en m'ecrasant de devant. Doo, de son cotè, il pose son bras sur notre accoudoir en commune.
Et aussi le quatrième cotè, mon dos, c'est l'infer: le fauteil est presque completement cassè et je sens le bois de la structure qui pousse contre ma colonne vertebrale.

Mais puis finalement nous arrivons. Bangkok nous accueille avec son afa au gout de la pollution.

Une autre smoking area, la reserve de sigarettes et puis, au bagages, une drole de scene. Le sac à dos de Beez il n'est pas las et après on s'apercois qu'il y a un monsieur avec un panneau avec marque dessu le nom de Beez et quelques autres.
"T'as prevenu quelq'un de ton arrivè?" Et on rigole. La morale st que son sac est restè à Dubai et arrivera dans l'après-midi
Ils lui emmene directement à l'hotel, mais moi, jusqu'à que je ne le vois pas...
Cependant Beez il est soulevè d'un poids pour la longue marche que nous attends.
Avant nous prenons le train, en s'echappant, avec de plus en plus de desagrement, à l'assaut des taxis, des chauffeurs de tuk-tuk et des tous autres moyen des locomotion qui s'offrent à nous pour un passage.
Le billet du train cout 10 baht, mais après le controleur, qui rassemble à un homme de la police ou à un militaire, mais qui aide les femmes à monter leurs bagages, il nous fait payer 10 baht en plus, parce que nous nous sommes assis dans le wagon avec l'air conditionèe. Nous socialisons silencieusement avec un des controlleurs (le train il en est plein, il semble tous en tenuse militaire), qui rigole des habituelles scenes entre Doo et Beez.
Quand nous arrivons à la gare centrale nous rencontrons les stands  sur la route qui vendent n'importe quoi. Et puis le habituels qui vendent des hotels et de passages.

Mais pas pour nous.

Nous nous debrouillons tous seuls!
Le bus 53 pars sous nos nez et Doo et Marcuza decident qu'on peux y arriver en marchant à pieds.

Je ne sais pas combien de kilometres nous avons marchè. Nous nous sommes enfoncès dans China Town, entre les magasins funeraires avec le cercueil en forme des fleurs et le marchès sur les troittoirs qui vendent vraiment tous. Et la patisserie avec dans la vitrine un serpent enroulè sur soi meme comme une rotelle de liquirice.

L'odeur est fort. Epices et très souvent l'odeur des egouts, qui sent la pauvretè et la mort.
Maintenant on est finalement à l'hotel. (...)
Dehor mon premier monson et les toit en plastique ondulèe.

1er aout (2004)

Premier matin à Bangkok.
Moi et M nous sommes partis surfer sur le net, pendant que D et B allaient à l'ambassade demander du visa pour B.

(voilà qu'est que j'ai ecrit cet matin las sur mon blog)
my first morning in bangkok

Je suis en train d'écrire d'un clavier impossible. decrire l'ambience autour est impossible. j'espère arriver, un jour ou l'autre, à decharger les photos, comme ça tout sera plus clair. Ne vous surprenez pas s'il n'y a pas d'accents ni d'apostrophes(il n'y en as pas!!!)

note de voyage:
vol Rome-Dubai = d'un cotè deux arabs qu'ils ont tout de suite montrè apprecier mon decolletè (hereusement il y avait l'air conditionnèe et jai pu tout de suite mettre mon pull), en touchant en souriant les boutons de la telecommande pour regler le video et le son de la musique.

de l'autre cotè un type qui semblais etranger et que, au contraire, s'est revelè etre de rome, tres sympa et mignon. et...ehm...donc (vu que meme ma mere est au courant* je peux l'ecrire aussi içi) nous nous sommes embrassès! et aussi echangès les numeros pour se revoir au retour. *à notre arrivè à Dubai (...) j'allume mon portable et je recois un texto de ma mere.

je me dis: je vais repondre à Iaia (une copine) et je lui demandrai de donner de nouvelle à ma mère.

j'ecris: nous sommes à dubai. sur l'avion j'ai rencontrè un type de rome et nous nous sommes embrassès. nous nous sommes echangès les numeros pour se voir au retour. donne de mes nouvelle à ma mère.

après deux minutes j'ai une reponse: c'est moi ta mère. fait attention aux inconnus. au prochain episode.
Le deuxieme vol est un infer. (...)
mais nous arrivons.
 
bangkok.
Dommage que soit dimanche.
Et le dimanche ils ne vendent meme pas d'alcool.
Petit dej avec croissant beurre et confiture.
Coca pour la rencontre avec leus autres. Qui ont déjà fait du shopping.

...

ho ritrovato la mia moleskinedaviaggio della thailandia e i cd con tutte le foto del mio primo viaggio laggiù.
ecco dunque le parole e le immagini della mia thailandia.

"BANGKOK
un'ora non precisata di un giorno che non ricordo più.

siamo in un parco.
dove non si puo fumare.

E' cominciato il viaggio.
Non sono nemmeno 24 ore e già c'è molto da raccontare.
(...)
L'areoporto di Dubai è un tempio del lusso kitch. Bianco ma sfavillante. Gli orologi da parete sono dei Rolex. Gli uomini girano nelle loro tuniche bianche con il capo coperto dal panno bianco con quella specie di nastro nero o rosso che regge il tutto. Molte donne hanno il velo, anche se ostentano borsette all'ultima moda o riviste femminili patinate in grembo.

La smocking area è una serra dalle pareti azzurre piena di cinesi e giapponesi con un concentrato di nicotina che si sostituisce quasi integralmente all'ossigeno. Mentre siamo lì arriva anche un travestito thai. Di quelli in jeans e maglietta, ma che riesce ad essere molto femminile lo stesso.

Il volo da Dubai a Bangkok è un incubo. Sono vicino a Dooo, ma dall'altro lato c'è un ciccione inglese che, tra il gomito, la giacca e le gambe si mangia metà del mio spazio vitale.
Il sedile di quello davanti si sdraia quasi in orizzontale, schiacciandomi da davanti. Dooo,dal canto suo, appoggia il gomito sul bracciolo in comune.
E anche il quarto lato, la schiena, è un inferno: la poltroncina è quasi totalmente sfondata e sento il legno che preme sulla mia colonna vertebrale.

Ma poi finalmente arriviamo. Bangkok ci accoglie subito colla sua afa dal sapore di smog.

Altra smocking area, scorta di sigarette e poi ai bagagli altra scena esilarante. Manca lo zaino di Beez e poi si nota ad un tratto un tizio con un cartello con il cognome di Beez e altri.
"Ma che avevi informato qualcuno del tuo arrivo?" E ridiamo. Ma la morale è che il bagaglio è rimasto a Dubai e arriverà nel pomeriggio.
Glielo portano direttamente il albergo, ma fino a che non lo vedrò...
Intanto Beez è sgravato di un bel carico per la scarpinata che ci aspetta.
Prima prendiamo il treno, sfuggendo con sempre maggiore insofferenza all'assalto dei taxi, dei conducenti di tuk-tuk e di ogni altro mezzo di trasporto che si offrono per una corsa.
Il biglietto del treno costa 10 baht, ma poi sopra il controllore, che sembra un poliziotto o un soldato, ma che aiuta le signore a scaricare le borse, ci fa pagare altri 10 baht per uno, perchè ci siamo seduti nel vagone con l'aria condizionata. Socializziamo silenziosamente con uno dei controllori (il treno ne è pieno, sembrano tutti in divisa), che ride delle solite scenette di Beez e Doo.
Quando arriviamo alla stazione centrale incontriamo i famosi banchetti per strada con ogni ben di dio. I soliti che offrono alberghi, passaggi e quant'altro.

Ma noi no.

Noi facciamo da soli.
Ci parte sotto il naso il 53 e Marcuza e Doo decidono che ce la possiamo fare anche a piedi.

Non so quanto abbiamo camminato. Ci siamo addentrati dentro China Town, fra le botteghe di casse da morto a forma di fiore e le bancarelle per strada che vendono davvero ogni cosa. E la pasticceria che esponeva in una scatola elegante serpenti arrotolati come rotelle di liquerizia.

L'odore è forte. Spezie e molto spesso odore di fogna che sa di povertà e di morte.
Ora finalmente siamo in albergo. (...)
Fuori il mio primo monsone e i tetti di plastica ondulata.

1° agosto (2004)

Prima mattinata a Bangkok.
IO e M ce ne andiamo a navigare mentre B e D vanno in ambasciata per chiedere del visto per B.

(ecco che cosa ho scritto sul mio blog quella mattina)

my first morning in bangkok

sto scrivendo da una tastiera impossibile. descrivere l ambiente intorno e impossibile. spero di riuscire a scaricare prima o poi le foto, cosi sara tuto molto piu chiaro. non stupitevi se non uso accenti o apostrofi(non ci sono!!!!)

note di viaggio :
volo roma - dubai = da una parte due arabi che hanno suito mostrato di apprezzare la mia profonda scollatura (per fortuna che c era l aria condizionata e mi sono subito infilata la felpa) premendomi sorridenti i tasti del telecomando per regolare il video, il volume della musica.

dall altra parte un tipo che sembrava straniero e che invece si e rivelato essere di roma, nonche molto simpatico e carino. e...ehm.....beh, (visto che lo sa anche mia mamma* posso anche scriverlo qui...)ci siamo baciati!!!! e anche scambiati i numeri per rivederci al ritorno.

* all arrivo a dubai (...) accendo il tel e trovo un mex di mia mamma.

mi dico: vabbeh, rispondo a iaia e le chiedo di inoltrare mie notizie.

scrivo: siamo a dubai. smocking area. sull aereo ho conosciuto un tipo di roma e abbiamo trescato. ci siamo scambiati in num per vederci al ritorno. inoltra notizie alla mia mamma.

dopo due minuti mi arriva la risposta: sono io la tua mamma. attenzione agli sconosciuti. alla prossima puntata.
il secondo volo e un inferno. (...)
ma arriviamo.
 
bangkok.

Peccato che sia domenica.
E di domenica non vendono neanche alcoolici.
Colazione con croissant burro e marmellata.
Cocacola per il ricongiungimento. Loro hanno già fatto shopping.




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